Un tesoro nascosto: Palazzo Clerici

Eccomi qua con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia per raccontarvi di uno dei palazzi più belli di Milano che, come di consueto, è sconosciuto ai più. Se vi interessa andare a vederlo trovate in fondo le modalità di prenotazione per una visita guidata che non vi lascerà delusi.

Bene, partiamo. Ci troviamo in via Clerici, in pieno centro storico. La via non è molto ampia e anche l’ingresso del palazzo è piuttosto limitato: come per il palazzo Bolagnos Visconti (che avevamo visitato questa primavera) anche in questo caso sono stati acquistati immobili vicini per aumentarne la cubatura. Qui una volta si era in contrada del prestino dei Bossi nel sestiere di Porta Comasina. I Clerici erano una famiglia originaria dell’area di Como che, all’inizio del 1600 si occupava di attività mercantili vendendo tele ai mercanti tedeschi. Nel 1653 quando decidono di trasferirsi a Milano per dare maggiore visibilità alla famiglia e affiancano all’attività principale quella di usurai, acquisiscono il palazzo dai Visconti.

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La grandezza attuale fu raggiunta nel 1695, ma gli anni di massimo splendore arrivarono tra il 1730 e il 1760 con Anton Giorgio Clerici che per abbellire il palazzo chiamò diversi artisti dell’epoca.

Ok, diamo un’occhiata generale prima di entrare ad ammirare la nostra piccola Versailles, la galleria del Tiepolo. Appena superato il cortile d’onore, pensato per le manovre delle carrozze, incontriamo la bellissima scalinata a 3 rampe con sculture di soggetti femminili orientaleggianti che risolvono il dislivello e danno un’idea di cosmopolitismo. Sul soffitto un affresco di Mattia Bortoloni di Rovigo del 1696, uno dei maggiori aiuti del Tiepolo. Si tratta de “L’apoteosi di Giorgio II”.

Ci sono alcune sale pregevoli prima di arrivare alla galleria del Tiepolo, come la galleria degli stucchi o la sala da ballo, potete vedere un paio di fotografie qui sotto ma, noi siamo qui per ben altro!

Eccoci finalmente giunti. Varchiamo la soglia. Che cosa ve ne sembra?

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Una piccola Versailles come dicevamo. Il riferimento dovevano essere le dimore austriache. La galleria è lunga 22 metri e larga 5,26 metri.

L’affresco rappresenta “La corsa del carro del Sole attraverso il cielo abitato dalle deità dell’Olimpo e circondato da creature terrestri e dagli animali che stanno a simboleggiare i continenti”. La commissione ha uno scopo autocelebrativo e per la casa d’Austria.

Diamo uno sguardo veloce ai lati lunghi e partiamo con il mito di Proserpina: Demetra con Flora non si accorgono che Proserpina viene rapita da Plutone, re dell’Ade. Il pipistrello è il simbolo di Proserpina mentre quella che si intravede con le spighe è la dea Cerere. Qui vediamo anche Dioniso con il piede ciondolante che ci porta all’allegoria dell’Asia. Una grande coppia di cammelli con mercanzie orientali e il cammelliere che si appoggia con il piede alla boiserie ci indica di procedere verso l’America. L’ultima scena invece è l’allegoria del mare: due ragazzini sdraiati che soffiano, sono gli zefiri che soffiano verso Teti che è una nereide con i coralli in testa.

Nel lato breve invece abbiamo l’allegoria della musica e dell’arte. Un angelo svolazzante regge una tavolozza di colori e accanto al putto si nota un volto che ha le sembianze del Tiepolo stesso. Il nano di corte si lega alla boiserie e alla scena principale.

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Nel secondo lato lungo incontriamo l’allegoria dell’Africa e subito dopo l’Europa. L’ultima allegoria è il ratto di Venere da parte di Saturno e rappresenta la caducità del tempo. Venere, la bellezza è rapita dal tempo con falce e ali nere.

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Al centro Carro del Sole preceduto da Mercurio e sullo sfondo il cielo striato da nubi bianche e rosate.

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Nel salone, oltre al dipinto di grande pregio, possiamo notare gli arazzi fiamminghi che fanno parte dell’ultimo intervento decorativo e rappresentano le storie di Mosè, la boiserie in puro riferimento Versailles e aristocrazia viennese lavoro di botteghe storiche milanesi con motivi decorativi della Gerusalemme Liberata.

Nella parte inferiore troviamo specchiere e motivi monocromi di colore marrone/dorato di gusto orientaleggiante a tema di guerra.

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Bene, non voglio annoiarvi ulteriormente. Sappiate solo che palazzo Clerici è di proprietà dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) e che periodicamente è possibile visitare il corridoio del Tiepolo collegandosi direttamente a questo link e seguendo le indicazioni: https://www.ispionline.it/it/palazzo-clerici/visite-guidate

A presto!

3 pensieri su “Un tesoro nascosto: Palazzo Clerici

  1. Mirella Serafini

    Davvero molto somigliante a Versailles! Pur nata e vissuta a Milano x 80 anni, non ne avevo mai sentito parlare. È proprio vero che andiamo all’estero a vedere e non ci accorgiamo delle bellezze a casa nostra! Ora non posso più rimediare, x cui grazie x le bellissime foto!

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    1. Grazie a lei per questo commento, sono contenta che le sia piaciuto. Ha perfettamente ragione, quante volte andiamo all’estero per scoprire cose che poi abbiamo sotto casa. Certo Versailles nel caso specifico è un’altra cosa ma nel nostro piccolo anche Milano ha diverse cose da offrire

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  2. Linuccia Milasi

    L’ho visitato qualche anno fa. Ma, con le sue belle foto e le informazioni dettagliate, mi ha fatto venire voglia tornarci. Una volta non basta per coglierne, non solo la visione d’insieme, ma i numerosi dettagli. Grazie

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