L’area dell’ex Richard Ginori

Buongiorno a tutti, sono tornata! Vi sono mancata? Voi si ma, non sono stata con le mani in mano, ho sistemato gli appunti e ho fatto un po’ di ordine nelle fotografie, sono andata a vedere cose nuove e adesso sono pronta per ripartire e raccontare altre storie su Milano.

Per ricominciare ho scelto di partire dall’architettura industriale, che adoro, e da un luogo del cuore: la Richard Ginori, dove mio nonno ha lavorato.

Ci troviamo in zona sud ovest. L’area è compresa tra due famosi ponti di ferro sul naviglio grande. All’altezza della chiesa di San Cristoforo, della quale vi racconterò presto, c’è il primo: scuro e fisso. All’altezza della Richard Ginori c’è il secondo: verdino e mobile.

Il ponte di ferro verdino già da solo vale la visita! Non so quante ore ho passato alla fermata del pullman accanto a quel ponte…e l’autobus non arrivava mai… ma vabbeh questa è un’altra storia! Sono pendolare da anni, adesso che ci penso!

Comunque, è stato costruito nel 1908 dalla società Nathan Uboldi e utilizza la stessa tecnologia della tour Eiffel e del ponte ferroviario di Paderno d’Adda. È su due livelli: quello più alto è pedonale, quello più basso è ferroviario ed è mobile. Quando serviva alla fabbrica veniva abbassato, altrimenti rimaneva sospeso per favorire il passaggio delle chiatte.

Questa zona, adagiata sulle sponde del naviglio, è sempre stata ricca di concerie, fornaci, cartiere e nella zona tra via Ludovico il Moro, via Morimondo e via Giulio Richard si insediò la Richard Ginori.

Oggi attualmente la zona è stata riqualificata ed è stata costruita la città dell’immagine. Alessandro Cajrati Crivelli ha rilevato tutti i capannoni e avviato un progetto ambizioso mantenendo la fisionomia industriale e costruendo studi di architettura, fotografia e moda.

Ma dove parte la storia della mitica Richard Ginori? Nasce nel 1725 con una villa suburbana che verrà acquistata nel 1811 dai fratelli Orelli per costituire la società per la fabbricazione delle porcellane lombarde.

È solo nel 1842 che viene acquisita dall’imprenditore svizzero Giulio Richard che avrà delle idee innovative per la produzione e per i suoi operai: nel primo caso decide di allargare la produzione anche a livelli più bassi della borghesia milanese inserendo vasellame per uso quotidiano, mentre per gli operai farà costruire una scuola, un asilo, delle case per i dipendenti, istituirà delle borse di studio e darà dei riconoscimenti per la maternità.

Nel 1873 fonderà la società ceramica Richard.

A Giulio Richard succederà il sesto figlio Augusto, che sarà molto più marketing oriented, creando alleanze con altre manifatture e incorporando la Ginori, così nel 1896 nascerà la Richard Ginori.

Nel 1923 entrerà in organico Giò Ponti che ne manterrà la direzione artistica fino al 1930. Verrà acquisita poi dalla Pozzi, e dopo diverse vicissitudini passerà a Ligresti che chiuderà progressivamente tutto. L’area, negli anni 90, sarà dismessa e lasciata in stato di abbandono.

Negli anni 10 del 2000 il marchio Richard Ginori è stato acquisito dal gruppo fiorentino di Gucci.

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